Una lettera di una nostra stimata collega che volentieri pubblichiamo.
Chi non è addentro all’argomento, forse non sa che gli insegnanti non di ruolo (quindi la maggior parte!) sono costretti ad un estenuante “gioco dell’oca”, in cui chi totalizza più punti “vince” la possibilità di ottenere, se non il tanto agognato posto fisso, almeno supplenze annuali nella Scuola Pubblica Statale. Di questo “gioco dell’oca” approfitta chiunque possa farlo: le Università fanno a gara per organizzare Master e corsi di perfezionamento dai costi elevatissimi e dall’utilità molto discutibile, che promettono punti sulle graduatorie, le S.S.I.S. si “inventano” i semestri aggiuntivi, le Scuole Paritarie “fanno l’America” alle spalle di chi cerca disperatamente lavoro!
In questa sede vorrei soffermarmi proprio sull’argomento “Scuola Paritaria”, un’invenzione sicuramente “comoda” per molti aspiranti insegnanti, perché una sentenza del 2000 ha stabilito che chiunque vi presti servizio abbia diritto allo stesso punteggio che otterrebbe lavorando nella Scuola Pubblica Statale, quindi un massimo di 12 punti all’anno.
Dov’è la comodità? Nel fatto che esse non seguono alcuna graduatoria, quindi, anche se sei l’ultimo della lista, e di conseguenza non hai nessuna speranza di essere chiamato dalla Scuola Statale, hai la possibilità di lavorarvi. In teoria, dovresti almeno essere abilitato (a meno che non siano esaurite le graduatorie provinciali per una materia), ma, in pratica, l’abilitazione spesso è un optional e capita così che quelli che attualmente sono solo laureati, un giorno, superino, nella scalata al ruolo, gli abilitati tramite S.S.I.S. e concorsi perché dopo 360 giorni di servizio possono accedere ai corsi abilitanti, conservando tutto il punteggio accumulato!
Questa non è l’unica “nota stonata” della Scuola Paritaria: il mare di obbrobri risulta sconfinato…Ne so qualcosa perché, dopo aver speso milioni e milioni delle vecchie Lire e centinaia e centinaia del “nuovo” Euro per laurearmi, abilitarmi alla S.S.I.S., specializzarmi al sostegno, frequentare inutili quanto dispendiosi corsi di perfezionamento, in preda al bisogno di classificarmi bene nel “gioco dell’oca”, ho lavorato in diverse scuole paritarie abruzzesi e, tramite conoscenti che lavorano anche in altre regioni italiane, sono al corrente della vergognosa situazione generale di queste Istituzioni.
Potrei iniziare dalla mia situazione attuale: ho la nomina per 26 ore di lezione settimanali (ben 8 ore in più rispetto alle cattedre della Statale e 2 ore in più rispetto a quelle consentite dalla Legge!), che, magicamente, aumentano a causa di riunioni, Consigli, preparazione del materiale da distribuire durante le lezioni (visto che i ragazzi non possiedono libri di testo!), così da raggiungere, in media, le 30 ore settimanali, senza considerare gli impegni domestici, quali la preparazione delle lezioni, la correzione dei compiti e delle tesine per l’esame di Stato…Il tutto per la modica cifra di 150-200 Euro al mese (dipende dai mesi!).
A questa miserrima cifra, ad accrescere l’obbrobrio, si unisce l’assenza totale di garanzie: ad oggi, non mi è stata fornita alcuna copia del contratto! Il foglio che mi hanno fatto firmare, tra l’altro, era incompleto, presentando molti spazi non ancora compilati (come quello relativo alla retribuzione!…Che casualità!)…In più, contestualmente, mi hanno fatto firmare anche una lettera di dimissioni in bianco, da utilizzare nel caso in cui sopraggiunga qualche condizione che mi impedisca di lavorare (anche malattia o infortunio) o semplicemente nel caso in cui abbiano voglia di tagliarmi fuori! Ovviamente, lo stesso trattamento è stato riservato anche a tutti gli altri dipendenti.
Mi sembra scontato dire che della busta paga non c’è nemmeno l’ombra! Il pagamento che, oltre ad essere ridicolo, non è nemmeno regolare, avviene tramite assegno non trasferibile senza mittente!
Questa situazione, come anticipato, non è isolata: non sono rari i casi in cui il contratto non viene fatto nemmeno firmare e in cui il pagamento (sempre da presa in giro!) avviene con contanti. Veramente rarissimi sono gli Istituti in cui fanno firmare le buste paga. Su di esse risultano però cifre che, ovviamente, non vengono assolutamente elargite! Addirittura, in molte scuole, le prestazioni degli insegnanti sono totalmente gratuite! Gratuiti risultano, in tutte, gli impegni “straordinari” dei vari esami (esami preliminari, esami di idoneità, esami di Stato).
Pare, comunque, che i contributi all’INPS vengano versati! Per lo meno, così risulta dai certificati di servizio!
CUD o Tfr sono per lo più sconosciuti, tanto che si creano sistematicamente problemi in sede di denuncia dei redditi riguardo alla cifra da dichiarare (la miseria che ci danno corrisponde a ciò che dichiarano di darci? Ed inoltre, se dichiarano di darci di più, pagheremo tasse su ciò che non abbiamo mai preso? Ed ancora se, non sapendo proprio cosa dichiarare, visto che nessuno dà risposte alle nostre domande, non dichiariamo nulla, un giorno ci troveremo a pagare salatissime multe per colpe che, fondamentalmente, non abbiamo?).
Oltre a questo imbarazzo, per mancanza di documentazione, non è possibile nemmeno fare la domanda di disoccupazione!
Questo “gioco dell’oca” dovrebbe trasformarsi in un Monopoli in cui chi gioca impropriamente con i soldi altrui, quasi fossero finti, vada in prigione “senza passare dal via”!!!
Sapete quanto pagano gli alunni? Chi frequenta più anni in uno può arrivare fino a 6000-7000 Euro! Tirate voi le somme di quanto faccia guadagnare il meccanismo del “gioco dell’oca” a queste Istituzioni! E tirate voi le somme di quanti soldi le famiglie regalano a questi schiavisti, pur di garantire un “pezzo di carta” ai figli! E, soprattutto, tirate voi le somme di quanti soprusi e umiliazioni un insegnante deve subire, perché lo Stato non lo assume e lo lascia precario a vita o quasi, soprattutto al Sud!
Io non voglio fare l’insegnante per forza…Trovatemi una valida alternativa e seguirò quella strada! Non mi pare però che l’alternativa esista: l’alternativa sono stage, co.co.co, co.co.pro, malattie non pagate, contratti non rinnovati per maternità…Uno scempio ed un insulto all’intelligenza ed alle capacità degli individui, nonché una chiara violazione dei principi fondamentali della Costituzione italiana, in cui si afferma, nell’articolo 1, che “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. L’Italia, come tutti i paesi moderni, assegna allo Stato il compito di tutelare il lavoro (articolo 35), che è considerato insieme un diritto ed un dovere del cittadino (articolo 4). Perciò la Costituzione stabilisce che ogni lavoratore deve ricevere una retribuzione adeguata al lavoro svolto e comunque sufficiente ad assicurare a lui e alla sua famiglia un’esistenza dignitosa (articolo 36). L’articolo 38 della Costituzione, inoltre, assicura ai lavoratori il diritto a ricevere i mezzi necessari alle loro condizioni di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia e disoccupazione…Proprio quello che succede oggi!!!!
:wacko: cara collega,
ho letto "disgustata" la tua descrizione della scuola
paritaria in cui stai lavorando : è veramente vergognoso che una
insegnante, dopo tanto studio e gavetta, debba ricevere un compenso
( non lo si può definire certo stipendio!) di tale portata...
Anch'io ho avuto i miei problemi: 16 anni di precariato prestato in
15 diverse scuole per lo più di montagna ed immissione in ruolo
alla veneranda età di anni 50...giusto in tempo per pensare alla...
pensione!
Tutta la mia vicinanza e solidarietà a te e a tutti i colleghi che
si trovano in situazioni analoghe. Un abbraccio a voi tutti