Mobbing
Un estratto della relazione del dr. Giuseppe Cimini, psichiatra della ASL di Giulianova, sul mobbing tenuta durante la giornata di studio Gilda il 26 aprile 2007 al polifunzionale di Pineto. Per informazioni e per il testo integrale gli iscritti possono rivolgersi alle nostre sedi.
Il mobbing in Italia
-Dalla ricerca condotta dall’“European Foundation for the improvement of
living and working conditions” (1998) il 4,2% dei dipendenti italiani e cioè
circa 750.000 persone, sarebbero state colpite da forme di terrorismo
psicologico sul lavoro.
- Nel 2007: L’ ISPELS (ist. di prevenzione e sicurezza sul lavoro) stima
1.500.000 su 21 milioni di lavoratori e tenendo conto delle persone in
ogni caso coinvolte, come i familiari delle vittime, si può parlare di oltre 4
milioni di persone interessate
-65% al nord, con il 52% di donne;
- il 70 % nelle pubbliche amministrazioni: di cui il 79% impiegati – 52%
diplomati – 24% laureati.
- La durata del mobbing: 30% più di due anni – 40% 1-2 anni – 27% da 6
mesi ad 1 anno.
Mobbing è un termine, di derivazione anglosassone, ormai
diventato di uso comune che indica, in linea generale, il fenomeno
delle violenze morali e psicologiche che possono verificarsi nei
luoghi di lavoro.
Letteralmente indica "l'assalto di un gruppo ad un individuo"; il
termine mobbing ha origine da una locuzione latina “mobile
vulgus” che significa "il movimento della gentaglia", infatti, il
sostantivo mob indica "folla, moltitudine disordinata, tumultuante,
violenta, marmaglia, plebe...”.
L’aggiunta del suffisso -ing, è stata operata nel 1961 dall'etologo
Konrad Lorenz per descrivere un particolare comportamento di
alcune specie animali che circondano un proprio simile e lo
assalgono rumorosamente in gruppo al fine di allontanarlo dal
branco.
Come difendersi
• Raccogliere la documentazione
• Trovare colleghi disposti a testimoniare
• Tenere un diario di ogni azione persecutoria contenente data, ora, luogo, autore,
descrizione, persone presenti, testimoni
• Documentare il più possibile da un punto di vista medico-legale le conseguenze
psicofisiche delle azioni persecutorie.
In caso contrario non sarà possibile documentare il danno biologico
Adottare un’adeguata autodifesa, mantenendo uno stile equilibrato (scritto e
parlato) senza trascendere in risposte alle false accuse.
• Lo scopo del mobbizzato dovrebbe essere quello di dimostrare l’infondatezza delle
accuse e contemporaneamente portare l’attenzione sulla situazione in cui versa a
causa delle azioni intraprese a suo sfavore.
• Fare ricorso ad associazioni che si occupano di prevenire e fronteggiare situazioni
di mobbing sul lavoro come per esempio i sindacati.
• Fare ricorso a sportelli di ascolto/aiuto.
• Fare ricorso alla legislazione in vigore in materia di persecuzione sul lavoro.
• Fare ricorso a tutto ciò che può rivelarsi utile per porre fine al mobbing stesso,
come, per esempio, trovarsi un altro lavoro e abbandonare quanto prima un
ambiente ostile e psicologicamente insano.
Created by
bindi
Last modified 27-04-2007 06:45 PM
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